G.V.

Banche Venete: modalità di accesso al fondo indennizzo risparmiatori

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Maxiemendamento alla Legge di Bilancio 2019 - Banche Venete e Fondo Ristoro

È stata pubblicata sul supplemento ordinario n. 62 della Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31.12.2018 la cd. Legge di Bilancio 2019, L. 30.12.18, n. 145 recante “Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019 - 2021”.

Sempre in Gazzetta Ufficiale sul supplemento ordinario n. 63 è stato pubblicato il Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 31.12.2018 recante “Ripartizione in capitoli delle Unità di voto parlamentare relative al bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e per il triennio 2019-2021”.

Il testo definitivo maxiemendamento legge di Bilancio 2019 è entrato in vigore il 1.1.2019.

Sarà una commissione di nove membri istituita con decreto del ministro dell’Economia a stabilire chi tra i risparmiatori coinvolti nei crac bancari ha diritto a essere risarcito perché in possesso dei requisiti di natura soggettiva ex comma 494 nonché di natura oggettiva ex comma 493.

Con il presente articolo cercheremo di dare informazioni utili a tutti coloro che hanno subito un danno a seguito dell’acquisto di azioni / obbligazioni subordinate delle Banche e loro controllate con sede legale in Italia, poste in liquidazione coatta amministrativa dopo il 16.11.2015 e prima del 1.1.2018.

Tra gli istituti di credito vi rientrano, pertanto, Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza, messe in liquidazione con Decreto Legge 25.6.2017, n. 99.

La principale novità contenuta in manovra sancisce, di fatto, l’uscita di scena dell’ottenimento di decisione favorevole dell’Arbitro per le Controversie Finanziarie della Consob: quindi tutti coloro che possiedono i requisiti di cui al prosieguo potranno presentare domanda per ottenere l’indennizzo, a prescindere dalla circostanza di avere o meno una decisione ACF.

Il decreto ministeriale, da adottare entro trenta giorni dalla entrata in vigore della manovra, cioè fine gennaio 2019 - si presume in presenza di elezioni parlamentari europee -, definirà in dettaglio le modalità operativa per la presentazione delle domande di indennizzo che dovranno essere inviate direttamente al MEF.

Il risarcimento sarà poi erogato dal Fondo indennizzo risparmiatori (di seguito “Fir”), al quale la legge di Bilancio attribuisce una dotazione da 525 milioni di euro l’anno per gli anni 2019, 2020 e 2021.

Passiamo ora a comprendere i soggetti e in quale misura potranno accedere al Fir.

Con riferimento a chi può accedere al Fir, i commi 494 e ancor prima 493 chiariscono come potranno accedere alternativamente “i risparmiatori, persone fisiche, imprenditori individuali, anche agricoli o coltivatori diretti, le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale, nonché le microimprese” che detenevano le azioni / obbligazioni subordinate alla data della messa in liquidazione o che rivestivano, a quella data, la qualità di successore o avente causa dei sopra menzionati soggetti, con priorità al soggetto che presenta un Isee inferiore ad € 35.000,00 riferito all’anno 2018 -ex comma 502-.

Ci sono inoltre, requisiti oggettivi espressamente individuati al comma 493, ossia la commissione dovrà verificare che le operazioni di vendita dei prodotti finanziari abbiano violato il TUF in materia di obblighi di informazione, correttezza, buona fede, trasparenza e diligenza; è di certo doveroso segnalare che, per quanto riguarda tale ultimo aspetto, sarà la medesima commissione che, prima di ammettere la posizione per il relativo risarcimento, dovrà analizzare caso per caso e verificare l’effettiva violazione degli aspetti sopra richiamati. I soli documenti, pertanto, non garantiscono l’immediato accertamento della violazione: dovranno quindi essere analizzate, caso per caso, le singole vicende dei risparmiatori coinvolti.

Superato tale vaglio, gli azionisti danneggiati dalle crisi bancarie avranno diritto a rimborsi fino ad € 100.000,00 per ciascuno, che coprirà però fino al 30% del costo di acquisto dei titoli. La soglia di 100.000 euro vale anche per gli obbligazionisti subordinati, con un tetto fissato al 95% del costo di acquisto.

Al Fir potranno accedere anche coloro che avevano, a suo tempo, aderito alle transazioni (OPT) con le banche prima della messa in liquidazione; per tali soggetti il risarcimento sarà corrisposto al netto dei rimborsi già ricevuti (con la precisazione che i dividendi azionari non verranno dedotti dal montante da riconoscersi a titolo di indennizzo -ex commi 499 e 500-).

Passiamo ora alle tempistiche per la presentazione della domanda di indennizzo, attualmente rinviate ad un successivo Decreto ministeriale, originariamente previsto per il 31.1.2019 ed ora riferibile ad un ulteriore termine ordinatorio di 30 giorni. Di fatto la domanda, unitamente alla documentazione necessaria per provare i requisiti oggettivi e soggettivi, dovrà essere inviata al MEF, anche personalmente, a pena di decadenza entro 180 giorni dalla pubblicazione di tale Decreto.

 

Invitiamo tutti coloro che sono rimasti coinvolti in tale situazione a prendere contatti con lo studio al fine di concordare gli adempimenti necessari per l’ottenimento dell’indennizzo.

 



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