G.V.

Gli obblighi informativi gravanti sugli intermediari finanziari

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Nota a Cass. civ., sez. I, 16.2.2018, n. 3914

Con la sentenza in commento la Suprema Corte è tornata ad esprimersi in tema di doveri informativi a carico degli intermediari finanziari a tutela dei risparmiatori.

Più nel dettaglio, si tratta del noto tema del rispetto, da parte della Banca, degli obblighi di informazione che la legge pone in capo agli intermediari, con specifico riferimento, nel caso in esame, a un’operazione di acquisto di titoli emessi dallo Stato argentino.

Contrariamente all’orientamento della Corte territoriale infatti - che aveva escluso che in occasione della sottoscrizione dei predetti titoli la Banca avesse violato l’onere informativo posto a suo carico dalla vigente normativa (artt. 28 comma 2, Reg. Consob n. 11522/98 e 21 TUF), escludendo altresì che il comportamento tenuto dall’Istituto di Credito avesse rivestito un’incidenza causale sul comportamento tenuto dai sottoscrittori- i giudici di legittimità ribadiscono che le informazioni da trasmettere al cliente debbono essere concrete, specifiche oltre che propriamente ritagliate sul singolo prodotto di investimento, e che le stesse vanno date comunque, in via indipendente dalle peculiari caratteristiche di esperienza dell’investitore e dal peso dell’investimento rispetto al patrimonio complessivamente investito.

Sotto un ulteriore e diverso profilo, la pronuncia in commento consente poi alla Suprema Corte di riconoscere la configurabilità di un nesso eziologico tra la mancata, o comunque inesatta, informazione e l’acquisto dei prodotti finanziari.

Più nel dettaglio, ad avviso dei giudici di legittimità, il comportamento dell’intermediario che trascura di onorare scrupolosamente i propri compiti di informazione del cliente costituisce un fattore di ‘disorientamento’ per il risparmiatore; al contrario, la prescrizione di peculiari e pregnanti doveri informativi a carico degli Istituti di Credito ha proprio la funzione di orientare i clienti verso scelte di investimento che siano consapevoli e ragionevoli, non già casuali o di segno irresponsabile.



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