G.V.

Il Buono fruttifero postale con clausola PFR

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La possibilità per il cointestatario superstite di riscuotere il titolo in assenza di quietanza congiunta degli eredi.

Corte di Appello di Milano, sentenza del 25.10.2017, n. 4504, Presidente Santosuosso, Relatore Calendino.

La Corte d’Appello di Milano si è recentemente occupata, in materia di buoni fruttiferi postali, di un’annosa questione circa la pratica posta in essere da Poste Italiane nei confronti del contitolare superstite del buono postale fruttifero il quale, recatosi presso l’ufficio postale al fine di richiedere la riscossione del titolo - con clausola PFR, otteneva il diniego alla liquidazione da parte di Poste Italiane che, avvedutasi del decesso del contitolare, pretendeva la quietanza congiunta di tutti gli eredi.

Tale diniego, ad avviso della società Poste Italiane, trovava il proprio fondamento giuridico negli artt. 187 e 203 DPR 256/1989 i quali prevedono, quanto all’art. 203 che si applicano le norme di cui ai libretti di risparmio postale, in quanto compatibili e sempreché non sia diversamente disposto, anche ai buoni postali fruttiferi e, quanto all’art. 187 che, nel caso di rimborso del credito del libretto cointestato con persona defunta, anche con la clausola della pari facoltà di rimborso, il rimborso viene eseguito con quietanza di tutti gli aventi diritto.

La Corte ha, invero, chiarito come la norma applicabile al caso di possesso di buono postale fruttifero emesso in epoca anteriore al D.M. 19.12.2000, cointestato a due soggetti di cui uno deceduto, sia da individuarsi nell’art. 178 DPR 256/1989 il quale espressamente prevede che “I buoni sono rimborsabili a vista presso l’ufficio di emissione per capitale e interessi …” a nulla valendo l’applicazione dell’art. 187 DPR 256/1989 riferibile al solo caso di liquidazione di somma su libretto di risparmio postale.

La Corte, risolvendo la questione in esame, con un’utilità per tutti i risparmiatori che si trovano nelle medesime condizioni, ha espressamente sancito il seguente principio: “il rimborso del buono fruttifero in contestazione non è subordinato ad alcuna particolare o specifica modalità di riscossione e consente al portatore e cointestatario del titolo, avvalendosi della clausola di pari facoltà di rimborso, di chiedere a vista all’ufficio postale di emissione il pagamento dell’intero importo del buono, comprensivo degli interessi maturati, senza che sia necessaria, anche nell’ipotesi di decesso di altro cointestatario del medesimo buono, la quietanza congiunta degli aventi diritto”.



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