G.V.

Tasso soglia, nullità e voci rilevanti nel calcolo – Nota a decisione ABF 16.5.2018

SEO

Le conseguenze della dichiarazione di nullità per superamento del tasso soglia rilevante ai fini dell’usura genetica sulla restituzione degli interessi e degli altri oneri.

 

Nota alla pronuncia dell’Arbitro Bancario Finanziario - 16 maggio 2018.

Con la recente decisione del 16 maggio 2018 l’Arbitro Bancario Finanziario ha chiarito l’applicazione, nei contratti di finanziamento, dell’art. 1815 secondo comma c.c. - a mente del quale “se nel contratto di mutuo sono convenuti interessi usurari la clausola è nulla e non sono dovuti interessi” – con particolare riferimento all’eventuale restituzione, oltre che degli interessi corrisposti, anche degli altri oneri e, segnatamente, dei costi inerenti i premi assicurativi.

Nello specifico, la ricorrente adiva l’Arbitro Bancario Finanziario contestando il calcolo del TAEG effettuato dall’intermediario con cui aveva stipulato un prestito personale, ritenendolo in contrasto con l’art. 2, comma 3, del D.M. Tesoro 8 luglio 1992, giacchè non includeva il ‘costo’ delle due polizze collettive contestualmente sottoscritte, e domandando quindi, in via principale, “di condannare l’intermediario alla ripetizione totale degli interessi pagati e spese ai sensi dell’art. 1815 cod.civ.”.

Chiarita preliminarmente l’obbligatorietà delle predette polizze, sul presupposto che esse avevano funzione di copertura del credito e che sussisteva, pertanto, connessione genetica e funzionale tra il finanziamento e l’assicurazione, il Collegio territorialmente competente rimetteva la questione al Collegio di Coordinamento per stabilire se il superamento del tasso soglia, rilevante ai fini dell’usura genetica ex art. 1815 secondo comma c.c. e, la conseguente dichiarazione di nullità della clausola, comportassero la restituzione dei soli interessi o anche dei premi assicurativi.

L’Arbitro Bancario Finanziario, ricostruito brevemente il quadro normativo di riferimento, approfondiva le questioni sottese alle due possibili soluzioni interpretative.

In particolare, secondo una lettura estensiva della norma, il riferimento agli interessi contenuto nell’art. 1815 secondo comma c.c. deve essere inteso come comprensivo di tutti gli oneri, escluse imposte e tasse, e ciò in ragione dell’accertato collegamento negoziale tra finanziamento e polizze assicurative obbligatorie. A sostegno di tale interpretazione depone la finalità repressiva del disposto dell’art. 644 c.p., che esclude la validità delle clausole che, nel loro complesso, concorrono a determinare il superamento del tasso soglia.

Al contrario, un secondo e più restrittivo orientamento, fondato sull’interpretazione letterale dell’art. 1815 secondo comma c.c., nega che la restituzione possa aversi per voci diverse dagli interessi, ritenendo più aderente allo spirito della nuova formulazione della norma (connotata da natura afflittiva e pertanto di stretta interpretazione) non estenderne la portata, per non consentire un ingiustificato arricchimento del mutuatario.

Richiamata, poi, la nota pronuncia delle Sezioni Unite (Cass. n. 24675/2017) in tema di negazione dell’usura sopravvenuta, il Collegio supera il contrasto interpretativo ritendendo decisivo il dettato del D.L. 29 dicembre 2000, n. 394, convertito in L. 28 febbraio 2001, n. 24, recante “Interpretazione autentica della Legge 7 marzo 1996, n. 108, concernente disposizioni in materia di usura”, il cui art. 1 recita: “Ai fini dell’applicazione dell’art. 644 del codice penale e dell’art. 1815, secondo comma, del codice civile, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, indipendentemente dal momento del loro pagamento”, propendendo dunque per una concezione onnicomprensiva del concetto di interessi.

Giova peraltro precisare che già prima della richiamata pronuncia delle Sezioni Unite, la Suprema Corte si era espressa in termini analoghi, statuendo che “ai fini della valutazione dell’eventuale natura usuraria di un contratto di mutuo, devono essere conteggiate anche le spese di assicurazione sostenute dal debitore per ottenere il credito, in conformità con quanto previsto dall’art. 644, comma 4, c.p., essendo, all’uopo, sufficiente che le stesse risultino collegate alla concessione del credito. La sussistenza del collegamento può essere dimostrata con qualunque mezzo di prova ed è presunta nel caso di contestualità tra la spesa di assicurazione e l’erogazione del mutuo” (in termini, Cass. civ., Sez. I, sentenza del 5 aprile 2017 n. 8806).

La pronuncia in commento, che accoglie la domanda in via principale della ricorrente, ha dunque il pregio di sottolineare come, una volta verificato il superamento del tasso soglia rilevante ai fini dell’usura genetica, restano colpiti non solo gli interessi propriamente intesi, ma tutti gli oneri e le spese inclusi nel calcolo TEG, compresi dunque i premi assicurativi, che, pertanto, debbono essere restituiti al mutuatario.



#sentenza #ABF #interessi #oneri
Share